L’inizio dell’anno scolastico

Cari ragazzi , gentili professori e personale tutto sono molto soddisfatto di essere qui con voi , al nuovo istituto ‘ Fermi’ , che dal primo settembre ha ricevuto l’ormai ex I.I.S. ‘Leonardo da Vinci’ , che ho diretto dal settembre 2007 fino al suo accorpamento .Comprensibilmente l’accorpamento è stato un evento ‘doloroso’ per tutte le componenti del ‘Da Vinci’ , ma purtroppo inevitabile , e la stessa cosa vale certamente per il ‘Fermi’ che ha ceduto il liceo delle scienze umane.

Tuttavia come ogni cambiamento, anche questo assume connotazione positiva nel momento in cui viene letto, interpretato, ma soprattutto vissuto come momento di evoluzione e di crescita.

Ritengo che l’assestamento strutturale che si è realizzato dopo il dimensionamento delle due scuole, con i corsi del Professionale in via Fabiani e il Liceo delle scienze umane sul secondo piano dell’edificio di via Bonistallo, sia, al momento, una scelta adeguata da parte del Circondario Empolese Valdelsa .

Circondario che in questo momento si adopera per permettere a tutte le componenti della nostra scuola di vivere un sereno e proficuo avvio di anno scolastico .

Stiamo lavorando, insieme al circondario, su molti aspetti gestionali che sono sicuro daranno ottimi risultati .

La serena convivenza che si realizza tra i tre istituti Fermi, Pontormo, Ferraris , all’interno di questo unico grande edificio, è certamente indice della bontà della scelta operata.

Non nascondo che i problemi ci sono, ma alcuni sono stati già risolti; ad esempio ‘ il Piano delle Emergenze’ che da quest’anno è unico per le tre scuole che gravitano sull’edificio di via Bonistallo.

Tornando a noi, mi piace raccontare che è nato un nuovo ‘Fermi’, che ha in questo momento due sedi e una succursale, e ha sostituito il corso del Liceo delle Scienze Umane con due corsi professionali , quello dei servizi commerciali e quello dei servizi sociali .

L’unificazione amministrativo-gestionale, la cosa più semplice nel suo essere molto complicata , procede in modo proficuo e mi consente di affermare che non vi sono difficoltà da questo punto di vista.

In futuro, ovvero da subito, è necessaria l’integrazione e l’identificazione in “questo nuovo Fermi’ sia dei docenti che dei genitori che degli alunni .

Sono molte e importanti le occasioni in tal senso: le assemblee studentesche, i collegi docenti, le visite guidate, le gite scolastiche, le feste d’istituto .

Ogni occasione di incontro e conoscenza è utile e indispensabile.

Una prima occasione è certamente fornita dal rinnovo delle cariche annuali e triennali negli organi collegiali: consiglio d’istituto, comitato studentesco e consulta.

Pertanto Vi invito tutti a cogliere ed accogliere questo rinnovo degli organi collegiali, quale momento di condivisione e concertazione: scegliere chi ci rappresenta .

Si tratta di un vero momento di democrazia e di partecipazione attiva alla vita della scuola.

La scuola, la nostra scuola, è quel luogo dove passiamo tante ore, che deve essere il migliore possibile, o almeno ‘sufficientemente buono ‘ per il benessere di tutti coloro che vi lavorano e un ‘porto sicuro’ per gli alunni, per i nostri figli che vi crescono per essere i cittadini di domani.

‘Porto sicuro’ è una metafora che deve, però, essere interpretata in modo letterale, per ogni aspetto dell’essere a scuola da parte degli allievi, dei nostri figli.

Il porto non è solo luogo di riparo, quando fuori c’è tempesta, ma è soprattutto il luogo dove voi, ragazzi, trascorrete molte ore della vostra giornata, apprendete, crescete anche come persone, conoscete e vi conoscete e questo luogo deve essere sicuro, idoneo, accogliente e stimolante.

La scuola è il luogo della formazione, per il lavoro o gli studi successivi, ma è anche il luogo della integrazione in una società multietnica come la nostra, dove le diversità sono risorse utili per la crescita di tutti.

Auguro a tutti un buon anno scolastico con l’impegno a lavorare tutti insieme per una scuola che sia spazio di vita che forma i nostri ragazzi ad essere cittadini di un mondo globale fondato sulla condivisione e la pace.

Dott. Gaetano Gianfranco Flaviano

Pubblicato in Comunicazioni preside | Commenti disabilitati

La nuova sede del ‘Leonardo da Vinci’

 Dopo la comunicazione del 19 c.m  da parte del Circondario Empolese Valdelsa  circa il  trasferimento del ‘Da Vinci’ presso la sede dell’Istituto ‘Fermi’ , è stata mia premura fare una ricognizione nella scuola per poter comunicare  formalmente al  Circondario il ‘fabbisogno’ di Spazi/Aule e di Laboratori/Ambienti  dei corsi professionali. Infatti la delibera regionale n°1103 che accorpa l’I.I.S. “L. Da Vinci” all’I.I.S. “Fermi”, non decreta modifiche all’offerta formativa dei corsi professionali della nuova istituzione scolastica’ Fermi – Da Vinci’. Pertanto  tale offerta formativa deve  essere mantenuta e con essa l’Identità Culturale-Storica-Educativa e Didattica  del  “Leonardo Da Vinci”. In tale ottica , con comunicazione del 27/4/2011 Prot n.2391/C9A  ho richiesto al Circondario , per garantire nel prossimo anno scolastico l’attività didattica , quanto segue :

 A)    L’individuazione  di 18 spazi/aule.

B)    Il Trasferimento dei laboratori  e degli ambienti di lavoro/studio ,di cui  scuola  è dotata :

  • 4 Laboratori informatici 
  • 1 Laboratorio linguistico
  • 1 Laboratorio di metodologie operative
  • 2 Laboratori per allievi diversamente abili
  • 1 Aula per Audiovisivi
  • La Biblioteca
  • Il Laboratorio informatico docenti.

 C)    Il Trasferimento di archivi , segreteria , uffici ,ma anche delle attrezzature e strumentazioni , comprese quelle  sportive , presenti nella scuola ,  e  di proprietà dell’Istituto. Dopo aver inoltrato  la richiesta ho verificato presso l’Istituto ‘Fermi ‘la  fattibilità dell’operazione di trasferimento . Dalla mia ricognizione emerge che  il solo ed unico  spazio fisico che si libererà presso il ‘Fermi’,  per accogliere una scuola , il ‘ Da Vinci ‘ che non consiste solo di classi, sono le 17 classi che attualmente ospitano il Liceo delle Scienze Umane ( a sua volta destinato ad occupare il nostro edificio). Manca completamente  lo spazio per i laboratori e gli altri ambienti e in questo modo  di fatto  si cancella l’Identità Culturale-Storica-Educativa e Didattica del nostro Professionale. La Biblioteca (3500 volumi ) non può trovare posto nella Biblioteca del ‘Fermi’ , in ugual modo i 10 laboratori e ambienti di studio/lavoro e le strutture sportive di cui oggi disponiamo. I due laboratori per i 22 allievi diversamente abili  non possono ‘abitare’ presso il ‘Fermi’: manca lo spazio ! Cosa importa se i genitori avevano scelto la nostra scuola anche per questa sua caratteristica ? Ma ci sono problemi anche per gli archivi e tutto il resto . Si obietterà che in realtà tutti questi laboratori/ambienti  sono già presenti al ‘Fermi’  e che basterà  ottimizzarne l’uso. Esattamente come già si fa per la Palestra-Palazzetto , in cui settimanalmente ruotano 58 classi del ‘Fermi’ ed almeno 30 del ‘Ferraris’ ; si è  ottimizzato l’uso   trasportando tutti i giorni  4 classi presso la Palestra ‘Lazzeri’! I bisogni  , dal punto di vista dei laboratori , di 17 classi di un  liceo sono certamente diversi da quelli di 15 classi di un istituto professionale . Potrebbe essere valida la scelta del Circondario  di  razionalizzare l’offerta formativa creando un polo tecnico-professionale ‘Fermi-Da Vinci’, ma  in tale ottica è indispensabile che l’identità e l’offerta formativa del nostro Istituto Professionale , non vengano annichilite attraverso il  trasferimento , presso la sede del ‘Fermi,  in  condizioni  non adeguate.

A mio avviso , mentre la Regione ha deliberato  l’accorpamento del ‘Da Vinci’ al ‘Fermi’, il trasferimento dello stesso,  deciso dal Circondario Empolese-Valdelsa  , in queste condizioni inaccettabili , decreta la cancellazione dell’offerta formativa Professionale della nuova istituzione scolastica ‘Fermi-Da Vinci’. Permanendo tali  condizioni , devo tutelare i 360 allievi (di cui 22 diversamente abili ) e le loro famiglie , che  ad oggi hanno scelto e  frequentano il ‘ Da Vinci’, che la delibera regionale n° 1103 ha semplicemente accorpato al ‘Fermi’ nella piena garanzia della continuità dell’offerta didattica . Concludendo ,  ribadisco che allo stato dei fatti la soluzione più razionale e meno critica per le famiglie e gli alunni è quella di  ‘congelare ’ l’accorpamento del ‘Liceo delle Scienze Umane’ al ‘Pontormo’ , e  mantenere la sede dell’ IIS’Leonardo da Vinci’ in via Fabiani n°6 , oppure reperire spazi adeguati all’interno dell’Istituto’ Fermi ‘

Pubblicato in Comunicazioni preside | Commenti disabilitati

L’operazione dell’accorpamento del ‘Da Vinci’ al ‘Fermi’

L’operazione dell’accorpamento del ‘Da Vinci’ al ‘Fermi’ , voluto dalla Sub-Provincia di Firenze ,

l’ente pubblico denominato Circondario Empolese – Valdelsa , che per definizione dovrebbe rappresentare un istituto che realizza la prossimità , la vicinanza al territorio , ma che in realtà si distingue per la distanza e la dimensione autarchica delle proprie decisioni , si trasformerà con l’intenzione , non ancora formalmente annunciata  , del   trasferimento  della sede stessa del ‘Da Vinci’ in via Bonistallo , nella cancellazione dell’identità  dell’I.I.S. ‘Leonardo da Vinci’.

Identità che prevarica la dimensione puramente rappresentativa e si configura come specifico modello didattico-educativo  rispetto alla propria utenza , ai propri alunni, anche a quelli diversamente abili che oggi sono 24 su una popolazione scolastica di circa 360 allievi.

Il Circondario  con la pretesa di dover riorganizzare la rete scolastica , senza concertare alcun che con gli istituti interessati , ha deciso di accorpare il corso del ‘Liceo delle scienze umane ‘dell’istituto ‘Fermi’  al Liceo  ‘Il Pontormo’ e l’IIS ‘Leonardo da Vinci’ al ‘Fermi’, facendo un operazione che ha senso solo nella forma ( un istituto deve avere almeno 500 alunni ).

Forse non si è  valutato , o peggio ancora non si è tenuto conto ,  che le 17 classi del ‘Liceo delle scienze umane’ non potevano trovare posto né nel Liceo ‘Pontormo’ , né rimanere dentro il ‘Fermi’, viste le caratteristiche strutturali dello stesso.

Pertanto ultima ed estrema ratio , per riallocare le classi del  liceo delle scienze umane sotto la medesima amministrazione e gestione , sembra essere  quella di collocare  questo  presso la sede di via Fabiani n. 6 , e trasferire il ‘ Da Vinci ‘presso il Fermi , con buona pace di tutti.

Quindi per  fare posto alle 17 classi del Liceo delle scienze umane , un nuovo corso di studi nato qualche anno fa ,  di fatto si  cancella l’Identità Culturale-Storica-Educativa e Didattica del Professionale Da Vinci, una  scuola che esiste da inizio 900.

Ben poca cosa rispetto a un corso di nuova istituzione da collocare necessariamente all’interno di una istituzione liceale . Infatti leggendo  i programmi relativi alle varie materie del ‘Liceo delle scienze umane’ si vede che hanno molta più attinenza e conformità  con i programmi delle stesse materie dell’indirizzo professionale per i servizi socio-sanitari , che non con i programmi liceali .

Ma questo è certamente un dettaglio !!!

In altre parole il Circondario Empolese Valdelsa  confonde la forma ( ogni istituzione scolastica deve avere almeno 500 allievi ) con la sostanza , in quanto per cedere il corso delle scienze umane al Pontormo , smembra l’Istituto Fermi e ne stravolge l’offerta formativa , e trasportando il ‘ Da Vinci’ presso il ‘Fermi’ annienta l’identità dell’ Istituto.

Poteva semplicemente accorpare il ‘Da Vinci’ al ‘Fermi’ , lasciandolo nella propria sede e mantenendone le caratteristiche formative.

Ma anche questo sembra essere un dettaglio , quando nell’ottica della razionalizzazione delle risorse si programmano istituti con una popolazione scolastica che supera i 1000 allievi , e che dal mio modesto punto di vista , richiede strumenti gestionali e organizzativi ben superiori a quelli messi a disposizione ; ma si tratta di dettagli.

La totale mancanza  di programmazione e progettazione da parte del Circondario Empolese Valdelsa della propria  rete scolastica,  che  sembra preannunciare  , dopo l’accorpamento dell’ IIS ‘ leonardo da Vinci ‘ anche il trasferimento fisico dello stesso , è una azione , a nostro avviso , improponibile  e da evitare  , in quanto produrrebbe le seguenti inevitabili criticità :

  •  Il trasferimento fisico dei corsi dell’IIS ‘leonardo da Vinci’ snaturerebbe l’offerta formativa della scuola , di fatto cancellandone l’identità , che è ben altra cosa rispetto all’accorpamento all’istituto Fermi.
  • Le famiglie sono state orientate nella scelta della scuola rispetto all’offerta formativa del Leonardo da Vinci , ed il trasferimento fisico della stessa nella sede dell’istituto Fermi , trasforma e di fatto cancella tale offerta formativa.
  • Fino ad oggi il Circondario ha rassicurato circa il mantenimento della sede , nello specifico il Dott.Ciampolini nell’incontro con i rappresentati d’istituto per la questione ‘Biblioteca’.
  • Da una parte si trasferiscono 15 classi ( liceo delle scienze umane ) , dall’altra una scuola con la propria identità e le proprie specificità , anche di gestione e contenimento di aspetti critici legati alla propria utenza , senza nessuna garanzia di mantenimento del proprio modello didattico-educativo.
  • Ad oggi l’istituto dispone di :2 laboratori per gli alunni diversamente abili , 4 laboratori informatici ed un laboratorio linguistico , un laboratorio di metodologie operative , una biblioteca  e un laboratorio informatico per i docenti (aula 8 )
  • Per realizzare la propria offerta formativa ed il proprio modello di intervento didattico- educativo la scuola ha investito negli ultimi 4 anni risorse ingenti in beni strumentali che poiché rimangono di proprietà dell’ IIS ‘ Leonardo da Vinci’ e dal 1 settembre del ‘Fermi-Da Vinci ‘,  debbono essere riallocati nella nuova sede .Si tratta di strumenti Informatici e materiale librario, nonché di attrezzature e arredi di varia natura.
  • Per finire certamente il trasferimento dell’IIS ‘Leonardo da Vinci’in questo momento dell’anno scolastico pone anche delle criticità per quanto riguarda la componente amministrativa : segreteria e archivi.

In conclusione ritengo che allo stato dei fatti la soluzione più razionale e meno critica per le famiglie e gli alunni sarebbe quella di  ‘congelare ’ l’accorpamento del ‘Liceo delle Scienze Umane’ al ‘Pontormo’ , e  mantenere la sede dell’ IIS’Leonardo da Vinci’ in via Fabiani n°6.

Il Dirigente scolastico

Dott. Gaetano Gianfranco Flaviano

Pubblicato in Comunicazioni preside | Commenti disabilitati

Navigare nelle Connessioni

( La rete un modello epistemologico di formazione )

1) Informazione e Formazione
Nel mondo globale in cui informazione e formazione escono dalle sedi ‘istituzionali’ per entrare in modo prevalente e prepotentemente nel quotidiano attraverso la rete viene da chiedersi :

  1. Cosa significa formarsi?
  2. Come siamo stati formati (educati) noi che non navigavamo in internet?
  3.  Come si educano/formano i nostri ragazzi oggi?

Molti di noi hanno appreso , attraverso l’educazione e la formazione scolastica e universitaria , delle teorie , dei modelli di riferimento , che hanno prodotto modelli di pensiero , e da questi spesso dei modi di essere nonché delle modalità pragmatiche e non di problem – solving .
E’ ciò che mi piace definire come ciclo della ‘ teoria-prassi-teoria ‘ in cui serve una teoria , un modello epistemologico ( buona o cattiva , utile o inutile , questo è accessorio) per porre in essere prassi organizzative, sui contesti , o relative alle proprie modalità personali , alla propria sfera di personalità.
Le prassi così determinate per evolvere ulteriormente ( positivamente o meno ) hanno bisogno di nuove teorie.

2) La rete quale variabile di contesto significativa.
Oggi, i nostri ragazzi si formano anche e necessariamente (potrei dire obbligatoriamente) con internet, attraverso la rete con e nella rete .
Tutto ciò porta tout-court a nuovi modi di pensare, ( alla riconfigurazione del nostro SNC nella misura in cui è sempre la funzione o la disfunzione che agisce, modificandoli, sui substrati organici , attraverso le vie maestre dei neurotrasmettitori , ) ad un ‘nuovo cervello’.
Ciò determina,conseguentemente, nuove modalità di essere in una accezione non filosofica , bensì pragmatica . Se Erich Fromm teorizzava sull’ essere o avere , oggi occorre riflettere sul fatto che l’uso della rete influisce sulla formazione , sul substrato organico , sui nostri modelli di apprendimento , pensiero , ovvero sul nostro cervello .
Quest’ ultimo rimane , al di là delle teorie localizzazioniste , ormai completamente superate , o di quella delle tre unità funzionali di A. R. Luria ( Come lavora il cervello ), l’ unico ‘pre-motore’ delle nostre azioni , del nostro agire ed essere al mondo .
Laddove l’essere al mondo riproduce determinanti che agiscono biologicamente sul nostro SNC , attraverso la catena ormonale e di neurotrasmettitori . Le modificazioni biologiche così introdotte , in un ciclo continuo , determinano le funzioni ( cognitive –emotive –percettivo/sensoriali- motorie )
del nostro cervello ; ovvero le nostre prassi e i nostri modi non di essere , bensì di vivere .
Quindi la rete si impone quale nuova variabile interveniente nella determinazione delle Funzioni del nostro Cervello.
La rete contribuisce a creare modificazioni organiche sul nostro SNC , ovvero modificazioni nelle sue funzioni , tali che è possibile ipotizzare nuovi modelli di pensiero nei nostri figli , e da qui nuovi modi di vivere , ovvero di essere al mondo.

3) Limiti e risorse della rete
Appare lecito interrogarsi sui limiti e sulle risorse nascenti dalla rete, ma anche su quanto, all’interno delle teorie dell’apprendimento e della formazione, essa influisca sulla conoscenza , visto che certamente influisce sulla coscienza , in particolare sulla sfera emotiva.
Infatti la chiave di volta dell’influenza della rete, relativamente alle modalità funzionali del nostro SNC,non è certamente rappresentata solo dagli aspetti informativi , ovvero cognitivi , ma dagli aspetti emotivo –relazionali .
La rete è la fine della conoscenza o inizio di nuove modalità di conoscenza ?
La rete come aspetto complesso e centrale della società post-industriale o come inizio di un nuovo medioevo ?
Le connessioni offrono moltissime informazioni, davvero tante e in così breve tempo, ma tutte queste informazioni, spesso, rimangano tali e non diventano quella conoscenza che comporta nuove teorie e quindi modi di essere.
Però, se non impariamo a filtrare e scegliere le connessioni, ci accorgiamo che si tratta della medesima operazione che inconsciamente facciamo entrando in un bosco, dove, nell’attraversarlo, non pensiamo certamente di doverlo conoscere in tutti i suoi aspetti, cosa che comporterebbe il solo risultato di trovarsi profondamente disorientati.
La metafora del bosco ben si addice alla navigazione in rete: come nel bosco (anche nella rete , nelle connessioni , nell’essere sempre e comunque on line ) bisogna camminare lentamente e scegliere il proprio sentiero esplorativo , per poi uscirne tutte le volte che vogliamo, ma senza perdere la strada maestra che ci porta fuori dal bosco .
Ma se nel fare pratico ognuno di noi possiede automatismi , meccanismi istintivi , che fanno parte del proprio bagaglio onto e filogenetico , che gli consentono di attraversare più o meno agevolmente i tanti ‘boschi’ del proprio percorso esistenziale , la RETE è un bosco che viene vissuto ed esperito solo con una piccola parte dei nostri istinti e apprendimenti automatici ( davanti ad un video e a una tastiera , pressoché immobili , spesso da soli , in un ‘ ambiente’ apparentemente sicuro , in cui le necessità primarie possono essere appagate durante e contemporaneamente alla navigazione).
Quando il mondo delle connessioni ci prende, spesso, quasi sempre ,non riusciamo a controllarlo, a “coltivarlo”, diventa frenetico : ‘ corriamo nel bosco e ci soffermiamo su tutte le sue meraviglie ‘. Se poi la rete viene utilizzata per lavoro può divenire incontrollabile: comunque e ovunque dobbiamo essere connessi, dobbiamo “sapere”, essere aggiornati e informati.
Leggiamo e scriviamo le mail, per lavoro e non , anche nel cuore della notte.

4) Conclusioni
Occorre saper interrompere le connessioni , darsi uno stop .
Bisogna recuperare quella slow life, che noi, più “cresciuti”, abbiamo conosciuto e soprattutto dobbiamo farla conoscere ai nostri ragazzi.
Dobbiamo servirci delle connessioni , dobbiamo attraversare il bosco , ma non perderci in esso .
Non dobbiamo essere gestiti dalle connessioni e dalla rete , bensì gestirla .
Mi fanno riflettere le teorie sulla scuola che non forma, perché lontana dal mondo reale, e mi torna in mente Ivan Illich, che in ‘ Descolarizziamo la società ‘ molti decenni fa affermava che non è dentro la scuola che si apprende, ma fuori , e contrapponeva la “ricerca o scienza per la gente” con la “scienza della gente”.
Oggi la “scienza della gente” passa anche per internet, ma dovrebbe passare anche dalle botteghe artigiane che non esistono più , da quei mestieri , quelle ‘arti minori’ ; l’orafo , il falegname , il corniciaio, rilegatore…….che non troviamo più , perché soppiantati dalla globalizzazione , dal consumare e gettar via .
All’interno di questo scenario gli insegnanti spesso , quasi sempre ,si rifiutano di utilizzare la rete,
le connessioni .
Ancora una volta sono lontani dal mondo reale, anche se non è più quello di Illich , sono lontani da quei ragazzi che stanno in classe con loro e contemporaneamente su facebook grazie al telefonino di ultima generazione che a scuola non si dovrebbe usare !!!!
La tesi dei docenti è quella per cui non c’è tempo per apprendere le nuove tecnologie .
Ma è veramente solo una questione di tecnologie !

Pubblicato in Comunicazioni preside | Commenti disabilitati

Modelli organizzativi complessi

Modelli organizzativi complessi : la gestione della conflittualità nelle istituzioni scolastiche , nella cornice di riferimento ‘sistemico-relazionale’ .

1. La scuola organizzazione complessa
La scuola è un organizzazione che può essere letta come un sistema aperto al centro di una rete di relazioni con il territorio .In tale ottica ogni variazione su un elemento del sistema si ripercuote sull’intera organizzazione. (teoria generale dei sistemi L.Von Bertalanffy)
Nei sistemi aperti lo stato finale può essere raggiunto in diversi modi a partire da diverse condizioni iniziali.
Nei sistemi chiusi Il risultato finale dipende sempre dalle condizioni iniziali ed è amplificato a lungo termine dal cosiddetto effetto farfalla ; ovvero di dipendenza sensibile alle condizioni iniziali, presente nella teoria del caos. (Un sistema dinamico si dice caotico se presenta le seguenti caratteristiche:
• Sensibilità alle condizioni iniziali,
• non si può prevedere l’andamento del sistema in anticipo.)
L’idea è che piccole variazioni nelle condizioni iniziali producano grandi variazioni nel comportamento a lungo termine di un sistema.
Pertanto il fenomeno singolo deve essere visto nel contesto complessivo di interazione delle parti, in cui il tutto è più della somma delle singole parti.
Il cambiamento di singole parti del sistema modifica l’equilibrio dell’intero sistema, che comunque tende all’equilibrio, all’omoestasi , al raggiungimento di un nuovo stato stazionario, dipendente dalle interazioni del sistema stesso.
Il sistema è autoregolativo .
2) Gestire il sistema
E’una ipotesi , a mio avviso ,impossibile per definizione ( 1 – 2) ; infatti se vediamo la scuola come sistema , ogni sua parte , Dirigente Scolastico compreso, è parte del sistema e pertanto soggetto alle leggi di questo , per cui‘ non gestisce’, anche se pensa di farlo , bensì le sue azioni , come quelle delle altre parti del sistema provacano feed/bach , che portano il sistema in una situazione di equilibrio dinamico, in continua evoluzione.

(1) L’ osservatore scriveva Bateson , 1946 ,Phisical Thinking and Social Problems , rientra ‘’nella sfera di rilevanza dell’osservato’
2) Haley (1967) Possibili approcci alla terapia della famiglia ; ‘ll terapeuta principiante tende a tenersi fuori dalla diagnosi’

3)Il Conflitto all’interno dei sistemi complessi
Questo è uno degli aspetti delle organizzazioni complesse e presenta varie sfaccettature.
3.1.Il conflitto interpersonale
E’ la lotta sempre possibile, che può essere sia conflitto costruttivo che distruttivo,fra due o più persone.
Allo stesso modo che nel conflitto intrapsichico in cui entrano in conflitto 2 motivi,( ed abbiamo 3 tipi di conflitto : attrazione-attrazione, repulsione-repulsione, attrazione-repulsione, rispetto ai quali si attivano meccanismi difensivi) nel conflitto interpersonale due o più soggetti con motivi, ruoli e status diversi o uguali entrano il lotta.
3.2. L’origine di fondo di un conflitto interpersonale
L’origine del conflitto interpersonale va inquadrata secondo tre aspetti :
-a livello di comunicazione fra individui ;conflitto comunicativo;
-nella dimensione del gruppo in cui si sviluppa ; conflitto intragruppo ;
-nell’ottica del conflitto derivante da stereotipi sociali ; conflitto tra gruppi diversi;conflitto sociale
3.2.1) Il Livello comunicativo.
Watzlawich consente con la sua lettura pragmatica della comunicazione, implicitamente, di inferire 4 motivi conflittuali derivanti da distorsioni comunicative.
A)L’origine del conflitto è, nell’ottica del modello sistemico-relazionale, la lotta per definire il proprio ruolo, il proprio potere nella relazione.
‘Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto ed un aspetto di relazione di modo che il secondo classifica il primo ed è metacomunicazione.’ (Watzlawich pag 47)
Il conflitto nasce , quando non c’è accordo sull’aspetto relazionale.
B)Il disaccordo sulla punteggiatura della sequenza comunicativa produce conflitto poiché la natura del REPORT, della relazione deriva dalla punteggiatura della sequenza comunicativa. (pag 52)
Scrive Bateson che in queste ogni item comunicativo è contemporaneamente stimolo-risposta e rinforzo, questo fa si che ogni partecipante possa leggere la sequenza dal suo punto di vista , quindi può prodursi una situazione in cui non c’è accordo su ciò che è causa e ciò che effetto e si crea così quella che in matematica si chiama ‘serie oscillante infinita’
C)L’incongruenza fra aspetto verbale e non verbale di una comunicazione.
Scrive Watzlawich che ogni comunicazione ha un aspetto numerico ed uno analogico, che corrispondono all’immagine esplicativa ed alla parola, dove la parola è solo una convenzione semantica che non ha niente in comune con ciò che rappresenta ; la parola gatto non ha niente di simile al gatto. Mentre nella comunicazione analogica c’è qualcosa di simile a ciò che viene rappresentato. Pertanto è analogica ogni tipo di comunicazione non verbale .
Watzlawich vede il modulo numerico molto efficace sul versante command , contenuti della comunicazione, quello analogico sul versante report, relazione, della comunicazione.
D) Il conflitto può nascere da una escalation nel rapporto comunicativo simmetrico o dall’irrigidimento di quello complementare.
Tutti gli scambi comunicativi sono simmetrici o complementari a seconda che siano basati sull’uguaglianza o sulla differenza (di status e ruolo, quindi di potere) dei partecipanti alla comunicazione.
Esempio di comunicazione complementare è quella medico paziente, genitore figlio, preside-insegnante, dove uno dei due svolge un ruolo primario (one –up )e l’altro un ruolo secondario (one-down).
3.2.2 Il livello Intragruppo
Dentro il gruppo di appartenenza il conflitto interpersonale fra due o più membri si scatena a partire da caratteristiche specifiche del gruppo che brevemente sono :
-Mutamenti nella leadership ;
-Leader che cerca di aumentare la sua autorità ed altri membri che tentano di attaccarne il potere ;
-Ruoli dei membri del gruppo disarmonici ;
-Membri del gruppo che hanno atteggiamenti ed obiettivi diversi ; ovvero manca la cultura del gruppo, la sua ideologia;
-Mutamenti nella struttura del gruppo;……………
-Presenza di elementi dissidenti dentro il gruppo ;
-Variazioni nella ideologia del gruppo ;
-Ruolo e Status dei membri del gruppo da una parte definiscono la struttura del gruppo, dall’altra sono una possibilità pressoché permanente di conflitto.
-Diversa definizione del proprio stile di ruolo ;
-Lotta per l’accesso alle risorse ed opportunità fra i membri.
3.2.3)Il Livello Intergruppi
Dobbiamo distinguere :
il conflitto tra gruppi diversi tra loro;
il conflitto tra due individui che appartengono a due gruppi tra loro diversi.
In questo caso il conflitto interpersonale fra due o più individui,può nascere e svilupparsi sulla scorta di stereotipi sociali derivanti dalla loro appartenenza a gruppi sociali di riferimento diversi tra loro .
Noi parliamo di stereotipo sociale quando molti membri di un gruppo accentuano le differenze tra i membri del loro gruppo e quelli di un altro gruppo.
Campbell (1956) ha individuato uno stereotipo negli USA secondo cui molti bianchi sopravvalutano le differenze nei risultati scolastici a favore degli allievi bianchi rispetto ai neri.
In ultima analisi ( Moscovici )appartenere ad una categoria, ad un gruppo influisce sui comportamenti, sulle valutazioni e sulle rappresentazione, nonché sui conflitti sia dei singoli che dei gruppi. Inoltre il proprio gruppo di riferimento è centrale nella definizione del sé.
3.2.3. La riduzione della conflittualità tra gruppi
La conflittualità tra i gruppi (Sherif) diminuisce in funzione di progetti comuni.
Mentre quella dentro il gruppo diminuisce quando esso si confronta con l’esterno.
L’appartenenza, la percezione di appartenenza al medesimo gruppo sia esso sociale che di altra natura influisce anche sui processi di attrazione (Asch ).
4) Conclusioni sulla gestione del conflitto all’interno dei sistemi complessi.
Possiamo concludere sul tema del conflitto all’interno delle organizzazioni complesse che quando esso riguarda e viene innescato da figure con ruoli diversi , si tratta sempre di uno scontro centrato sulla ricerca del potere e di un ruolo superiore a quello del leader formale.
Molto spesso questo conflitto fra due individui si trasforma in conflitto infragruppo, ovvero il conflitto tra due elementi del sistema viene esteso all’intero sistema che si schiera a favore e contro gli elementi individuali in conflitto .

IL DIRIGENTE SCOLASTICO
Dott. GAETANO GIANFRANCO FLAVIANO
( Pedagogista – Psicologo Clinico e di Comunità)
Bibliografia
Bateson G.; Mente e Natura, Adelphi edizioni, Milano 1984
Watzlawick P; Pragmatica della comunicazione umana, Astrolabio,Roma 1971
Togliatti M ; Dall’individuo al sistema, Bollati Boringhieri , Torino, 1991

Pubblicato in Comunicazioni preside | Commenti disabilitati

Risposta alla Nazione del 9 Marzo 2011 del DS

“NON HO DETTO CHE IL SOLAIO CROLLA MA CHE IN BIBLIOTECA SI VA IN POCHI”, il DS, Dott. Gaetano G. Flaviano risponde al Circondario.

Premesso che lo scrivente non ha denunciato alcun rischio di crollo del solaio della biblioteca dell’istituto come afferma il Direttore del Circondario Empolese Valdelsa , facendo seguito al comunicato stampa dello stesso in data 8 marzo 2010 siamo a precisare che :

Gli elementi di cui si dibatte in questi giorni sulle pagine del quotidiano la ‘ Nazione ‘, inerenti il Solaio della Biblioteca dell’ IIS ‘ Leonardo da Vinci ‘ di Empoli , sono stati depositati in data 21 Ottobre 2010 presso il CC di Signa con un esposto alla Procura della repubblica di Firenze , poichè la procedura amministrativa concernente l’oggetto ha portato a un differente quadro valutativo fra lo scrivente e il Circondario Empolese Valdelsa .

Alla luce di questo diverso quadro valutativo , viste le certificazioni peritali raccolte , poiché il Circondario Empolese Valdelsa in data 18/8/2010 ha disposto la riapertura dei locali , prima di procedere alla riapertura degli stessi abbiamo provveduto dare un ulteriore incarico di certificazione di idoneità del solaio della Biblioteca ad un professionista .
Abbiamo ricevuto la relazione tecnica in merito all’utilizzo dei locali a seguito delle prove di carico e verifiche strutturali eseguite in data 9 Dicembre 2010 e in data 23/12/2010 è stata disposta la riapertura della biblioteca .
Dalle conclusioni peritali di cui sopra non si evince che la biblioteca non può essere assolutamente utilizzata, bensì che , in base agli elementi attualmente disponibili , non è possibile certificarne completamente l’ idoneità .
Il tecnico consiglia alcuni elementi migliorativi , peraltro già evidenziati dalle opere pubbliche in data 20 Aprile 2010 ( ‘’ appare opportuno prevedere la possibilità (rifacimento della pavimentazione) di procedere quanto prima alla realizzazione , sull’intera superficie extradossale della soletta , di un massetto tipo Emaco Flow-fiber ( con inghisaggi di barre di armatura lungo le pareti perimetrali ) per uno spessore di 3 cm ‘ ) e una riapertura ‘guidata’ ; ovvero con specifiche prescrizioni .
Prescrizioni che lo scrivente ha puntualmente posto in essere alla riapertura dei locali della Biblioteca.
La relazione tecnica di cui sopra è documento inoppugnabile e potrà essere visionato da chi ne farà richiesta.
Riteniamo di aver adempiuto alle nostre funzioni nel pieno rispetto delle prerogative di tutti gli enti coinvolti , e di aver seguito il criterio cautelare ‘del buon padre di famiglia prudente ‘ attraverso la riapertura ‘guidata’ della Biblioteca

Pubblicato in Comunicazioni preside | Commenti disabilitati

Riapertura ‘ guidata’ della Biblioteca

A seguito dell’articolo della Nazione di Sabato 5 marzo 2011 sono opportuni i seguenti chiarimenti :

Premesso che non ho denunciato alcun rischio di crollo del solaio della biblioteca dell’istituto .

Premesso che in data 21 Ottobre 2010 ho presentato al CC di Signa esposto alla Procura della repubblica di Firenze , circa la procedura amministrativa concernente la biblioteca

ribadisco quanto segue :

•Dopo l’intervento delle opere pubbliche in data 18/6/2009 e la sistemazione di alcuni ‘cristi ‘da parte del circondario sotto il solaio della Biblioteca , poiché sull’intero solaio del piano terra venivano rilevati ‘cretti’ , si instaurava un iter amministrativo che portava lo scrivente in data 22 Giugno 2009 e le opere pubbliche in data 20/10/2009 ad interdire i locali della biblioteca e quelli ad essa sottostanti.

•La procedura di cui sopra si concludeva con un differente quadro valutativo dello scrivente rispetto al Circondario Empolese Valdelsa .Infatti mentre il Circondario Empolese Valdelsa , avendo eseguito i propri accertamenti , in data 18/8/2010 disponeva la riapertura dei locali della Biblioteca , lo scrivente alla luce dei propri rilievi peritali ricevuti in data 7 -9-2010 , inviava formale diffida ad eseguire i lavori di bonifica richiesti al proprietario dell’ edificio , anche alla luce della nota del 20 Aprile 2010 delle opere pubbliche che così concludeva : ‘ appare opportuno prevedere la possibilità (rifacimento della pavimentazione) di procedere quanto prima alla realizzazione , sull’intera superficie extradossale della soletta , di un massetto tipo Emaco Flow-fiber ( con inghisaggi di barre di armatura lungo le pareti perimetrali ) per uno spessore di 3 cm ‘ .

•Per concludere : poiché l’ente proprietario dell’edificio (Il Circondario Empolese Valdelsa) in data 18/8/2010 aveva disposto la riapertura dei locali , avendo lo scrivente ricevuto elementi valutativi diversi rispetto a quelli dell’ente proprietario , prima di procedere alla riapertura dei locali provvedeva a:

1)presentare l’esposto di cui sopra , in data 21/10/2010 , poiché in presenza di elementi valutativi contrastanti ;
2)dare un ulteriore incarico di certificazione di idoneità del solaio della Biblioteca ad un professionista .

•In data 9 Dicembre 2010 ricevo le conclusioni peritali di cui sopra ed in data 23/12/2010 la biblioteca viene riaperta al pubblico .

•Dalle conclusioni peritali del 9 Dicembre 2010 non si evince che la biblioteca non può essere utilizzata, bensì che , in base agli elementi attualmente disponibili , non è possibile certificarne completamente l’ idoneità .

•Il tecnico consiglia alcuni elementi migliorativi , peraltro già evidenziati dalle opere pubbliche in data 20 Aprile 2010 e una riapertura ‘guidata’ ; ovvero con specifiche prescrizioni .Prescrizioni puntualmente poste in essere con decreto dirigenziale 585 del 15 Dicembre 2010 ovvero :
a)Posizionamento degli scaffali in parallelo con le travi principali ed ubicati in corrispondenza o delle travi già rompitrattate o delle murature portanti, con asse centrale degli scaffali distante non oltre 60 cm dall’asse centrale dei singoli elementi strutturali trasversali .
b)Il Sovraccarico equivalente complessivo ripartito indotto dagli scaffali non dovrà essere superiore ai 600 Kg/mq .
c)Si esclude l’inserimento di ulteriori scaffali .
d)Gli spazi interni della biblioteca possono essere frequentati dagli studenti nella modalità di una normale aula scolastica, limitando quindi il sovraccarico a 300 Kg/mq, con il posizionamento di soli tre tavoli e sedie , per la consultazione del materiale, per un numero massimo di 15 utenti ( il tecnico consigliava 18 utenti )

•Riteniamo di aver adempiuto alle nostre funzioni nel pieno rispetto delle prerogative di tutti gli enti coinvolti , e di aver seguito il criterio cautelare ‘del buon padre di famiglia prudente ‘ attraverso la riapertura ‘guidata’ della Biblioteca.
Il Dirigente scolastico
Dott. G.G. Flaviano

Pubblicato in Comunicazioni preside | Commenti disabilitati

L’ACCORPAMENTO DELL’ I.I.S. ‘LEONARDO DA VINCI’

L’ACCORPAMENTO DELL’ I.I.S. ‘LEONARDO DA VINCI’,

UN EVENTO ANNUNCIATO, FRUTTO DI SCELTE POLITICHE E GESTIONALI

Con delibera regionale n.1103 del 28/12/2010 l’ I.I.S. ‘ Leonardo Da Vinci ‘, già Istituto Professionale , è stato accorpato all’ Istituto ‘ E. Fermi’. Dal 1 settembre 2007 dirigo la scuola superiore più piccola ,numericamente, del territorio con un preciso progetto : farla crescere qualitativamente ma anche numericamente . Con questo spirito sono entrato nell ’I.I.S. ‘Leonardo da Vinci ‘, e per tale obiettivo mi sono impegnato . Non è il caso di ricordare quanto è stato fatto nel nostro istituto fino ad oggi , ma sono sicuro che la percezione del ‘Professionale’ , in questi ultimi anni , da parte del territorio sia cambiata . Con queste motivazioni mi sono adoperato, ben consapevole della soglia dei 500 alunni quale obiettivo da raggiungere , pena il ‘Dimensionamento ‘ . Pertanto a più riprese ho presentato richieste di nuovi corsi , rimaste tutte puntualmente disattese e inascoltate da parte del Circondario Empolese-Valdelsa , unico e privilegiato interlocutore della Provincia. Non è il momento della polemica circa la presunta Concertazione con gli istituti scolastici da parte del Circondario , che come a suo tempo ha precisato la Professoressa Giuliana Cinni ( Dirigente del I.I.S. ‘ Enrico Fermi’) non c’è stata , neppure con la nostra scuola . Vi è stata solo la comunicazione circa la presentazione del proprio piano alla Provincia dove si prevedeva l’accorpamento all’ Istituto ‘E. Fermi’. Da parte mia mi sono adoperato personalmente sia con l’Assessore all’ Istruzione della Provincia di Firenze , Dott. Giovanni Di Fede , che con il Direttore del Circondario , Dott. Aufiero Ciampolini , affinchè la nostra richiesta per quest’anno ( Istituto Tecnico per il settore economico , indirizzo Turismo ) ma soprattutto quelle dei precedenti anni ( Liceo delle Scienze Umane ) venissero accolte permettendo così al ‘ Da Vinci ‘ di poter raggiungere i 500 alunni. Ma prescindendo dalla dimensione numerica il ‘ Da Vinci ‘ possiede tutte le altre caratteristiche che dovrebbero contrassegnare ‘ l’essere scuola ‘, ovvero : la capacità di accogliere , educare e formare i giovani , in un ottica che supera il mero contenuto didattico e proietta lo stesso nella dimensione del vissuto esperenziale ed educativo . Laddove educare significhi letteralmente ‘exducere’ , portare fuori da ognuno le proprie personali risorse. Il ‘ Da Vinci’ può vantare molte delle prerogative tipiche degli istituti professionali , che fanno scuola , essendo capaci di confrontarsi con vissuti e realtà poliedriche e da questi ottenere il massimo dei risultati possibili . Il ‘ Da Vinci ‘in questi anni è stata la scuola ‘per tutti’ , ha saputo accogliere , integrare e formare sia l’allievo disabile ,piuttosto che quello straniero , ma anche quello proveniente dalle situazioni più difficili . E’ stato il luogo dove essere diversi è una risorsa , un valore e non un deficit , in cui si è prestata attenzione alle richieste dei tanti , senza trascurare le esigenze dei singoli . Però purtroppo da oggi , l’Istituto ‘Leonardo Da Vinci ‘perde la propria identità e deve ritrovarne una nuova , insieme all’ Istituto ‘ E. Fermi ‘ , attraverso un processo complicato , non solo amministrativamente , non solo per i docenti e le famiglie , ma soprattutto per gli alunni. L’accorpamento poteva essere certamente evitato se ognuno avesse fatto il proprio mestiere . Io certamente ho fatto il mio : il primo settembre 2007 ho trovato una scuola che tutti insieme , docenti , personale e alunni , abbiamo cesellato per quattro anni , per farne una scuola capace di coniugare il fare didattica con l’essere educatori e genitori nel senso più ampio del concetto. Purtroppo non siamo riusciti a dare al ‘Da Vinci’ la dimensione richiesta dei 500 alunni. Anche perché ciò attiene alle scelte politiche. Si tratta di scelte che consciamente o solo per ‘laisser-faire ‘ sono precedenti al 30 Novembre 2010 , (quando il Circondario Empolese-Valdelsa ha deciso l’accorpamento del Da Vinci al Fermi ). Questa è stata l’inevitabile conclusione di un percorso in cui , per anni , si è scelto sia da parte dei mie colleghi Dirigenti , che mi hanno preceduto alla guida del Da Vinci , che da parte degli amministratori locali di non progettare il futuro del ‘Leonardo da Vinci ‘ . Il Serale e il corso per Dirigenti di Comunità , sebbene autorizzati , hanno permesso solo l’attivazione di una classe , quella del serale , nello scorso anno. Dal 2007 in poi ogni mia richiesta relativa a nuovi corsi è stata sistematicamente rigettata , con la giusta motivazione che si trattava di corsi già presenti sul territorio. Viene da chiedersi : perché quando sono stati autorizzati , nei precedenti anni scolastici , nuovi corsi presso istituti già sovradimensionati ( ben oltre i 900 alunni ) nessuno di quelli è confluito al ‘ Da Vinci ‘ ?

DIRIGENTE SCOLASTICO

Dott. Gaetano Gianfranco Flaviano

Pubblicato in Comunicazioni preside | Commenti disabilitati